venerdì 10 aprile 2015

Due giorni nel nulla. Un'area a Bologna di disinteresse storico e paesaggistico.


L'area si trova non lontano dalla via Emilia dopo la frazione di Maggio nel comune di Ozzano Emilia, seguendo a destra, verso la collina,  sulla via San Giorgio dopo Varignana Palesio.

Decisi ad approfondire la conoscenza del luogo, molto impervio, pur vicinissimo a Bologna, abbiamo pensato di pernottare una notte nel bosco. Venerdì 11 aprile pomeriggio abbiamo acquistato da Decathlon l'attrezzatura necessaria al bivacco, per questa e future escursioni, con 240€, abbiamo poi approfondito su internet l'argomento bivacco nei boschi  con l'amaca, quindi programmata l'escursione pianificando ogni evenienza, preparati gli zaini e lasciato precisa traccia del nostro programma in questo blog per motivi di sicurezza. Alle 9:00 di sabato 11 aprile 2015 partiamo.

Alle 10:10 è iniziata la piccola avventura compreso il pernottamento nei boschi.
Parcheggiamo l'auto nel punto 44.391966, 11.452853 a Settefonti, all'incrocio con il sentiero CAI d'altura denominato "Flaminia minor", raggiungibile prendendo dalla via Emilia, dopo Ozzano, a destra per via Tolara di Sopra, poco dopo Dulcamara.

La passeggiata panoramica merita ed è l'ideale per l'allenamento sia a piedi che di corsa, ora che San Luca è diventata troppo affollata per l'allenamento alla salita di corsa. Nel terreno sporgono rocce di una lontana origine vulcanica con tracce di composti di rame. 

Percorrendo il sentiero CAI  "Flaminia minor" si raggiunge un sentiero nel bosco che si prende a sinistra nel punto 44.375835, 11.457141 il quale porta alla via San Giorgio nella vallata del Quaterna.
La distanza percorsa è di circa 4 chilometri e il dislivello complessivo è di circa 600 metri.

Devo dire che nel sentiero CAI non v'è traccia di selciati romani, mentre sulla via san Giorgio tra il punto 44.375495, 11.466562 e il punto 44.378837, 11.469332 potrebbero essercene della larghezza di circa 2,5 metri?






Per questo motivo non intendiamo proseguire sul sentiero CAI, questa volta, semmai potrà essere occasione per una passeggiata lunga all'aria aperta un'altra volta visto che dovrebbe arrivare fino a Sasso Zenobi (anch'esso di origine vulcanica).

Ci inoltriamo nel Rio Borgaro e nel punto 44.376881, 11.474253 approntiamo il bivacco come da manuale.
Teli, amache, sacchi a pelo da -5 C° e materassini alluminati. Occorre fare attenzione l'area in alcuni tratti esposti è troppo ventilata. L'accortezza è non danneggiare l'ambiente, MAI!


Nonostante le numerose impronte di cinghiali, l'avvistamento durante il percorso di un piccolo bambi, il passaggio nel bivacco di un serpente, durante la notte non siamo stati "salutati" da nessun animale selvatico. I rumori del bosco, forse coperti dal corso d'acqua poco distante, sono talmente rari che il silenzio diventa inquietante. O gli animali sono eccessivamente rispettosi della nostra presenza o la carenza di ungulati e uccelli notturni è impressionante.


Un altro approccio notturno con il bosco, ad altitudini molto maggiori, era stato tentato da noi anni fa, senza un'attrezzatura estrema, ed era fallito per l'affollarsi di animali all'imbrunire. Il classico tentativo risolto con una fuga a gambe levate.

Fatto sta che qui gli animali sono rispettosi e accoglienti, vista la simpatica visitina del serpente, ad un metro poco più, a terra, dall'amaca di Michael. Per risolvere l'imbarazzo dell'incontro una bella passeggiata nel fitto del bosco sul ciglio del rio ha confermato il fatto che quello doveva essere l'unico rettile, mastro d'accoglienza, della zona.
Passeggiata e insieme opportunità per preparare l'analisi accurata dell'area, prevista per il giorno dopo, domenica.

Ci prepariamo a dormire, consumate le razioni di cibo programmate, analizzato e marcato il territorio, la notte stenta ad arrivare e il buio non è così buio come in città. Manca la televisione e Michael alle 21:00 di dormire non ne vuole sapere, ma la notte è ormai lì con noi nel bosco. Prima del quasi buio il quesito ogni quarto d'ora, un dito sull'orizzonte, era: siamo ancora in tempo a fuggire? L'auto è ad un'ora e mezza di salita da lì. Ma in caso di necessità la prima ed unica abitazione è a venti minuti di fitto bosco. Quindi abbiamo capito che occorre della musica o un buon audio libro per addormentarsi presto e marcare ulteriormente il territorio.

I sacchi a pelo sono troppo caldi e occorre tenerli un po aperti e verso il mattino è troppo freddo per tenerli aperti, sono fatti per dormire anche sulla neve e con la forma della mummia coprono totalmente in caso di necessità.

Report delle 19:40


Ho dovuto cantare ninne nanne per rassicurare le nostre anime disabituata alle origini paleolitiche e per restare in tema: "Cappuccetto rosso e il lupo cattivo" e la cantilena "C'era una casa tanto carina senza soffitto e senza cucina..." nel rispetto della regola se hai paura parlane o addirittura scherzaci sopra. Tutto tace ed è presto mattina.

Pranziamo alle 9:30 di domenica e partiamo, con l'attrezzatura, metal detector incluso, ed ecco, di seguito, cosa abbiamo trovato, non abbiamo prelevato nulla, la legge italiana impone di non asportare materiali databili oltre i cinquant'anni, e invitiamo a fare altrettanto per tutelare la nostra storia.

Ritrovamenti
Una pavimentazione in sasso di epoca ignota
Una costruzione manufatto forse mulino, forse rimaneggiata durante la seconda guerra  (*1)
Una macina al centro del corso d'acqua
Nei depositi di sabbia, manufatti probabilmente risalenti all'era paleolitica?
Nei depositi di sabbia, una pietra per l'affilatura manuale di lame piccole di epoca ignota
Muri in sasso a secco per la regimazione del corso d'acqua al centro del torrente
Uno sbarramento notevole per le acque, attuale cascatella (*2)
Una strada di probabile origine pre-romana?
La modellazione del territorio avvenuta in più periodi dal paleolitico all'epoca bellica della seconda guerra mondiale?
Nel versante nord del rio sulla sommità della montagna rocce adatte alla realizzazione di macine e di materiale da costruzione.
Tegole fatte a mano di epoca antica, argilla pastello chiaro, particolarmente leggere, sagomate a mano e forellate naturalmente durante la lavorazione di cottura (*3)
Materiale bellico risalente alla seconda guerra mondiale, Monte Calderaro poco a sud-ovest fu sede di consistenti truppe e di postazioni di artiglieria pesante, abbiamo copia di una mappa bellica del luogo.

Inoltre, l'area circostante al rio per centinaia di ettari è al 90% disboscata dall'uomo ciò ha causato innumerevoli dissesti gravi e numerosi calanchi. L'attività di disboscamento per la realizzazione di prato pascolo e per la coltivazione di cereali risale probabilmente all'epoca romana. La collocazione del mulino in un'area ora così impervia e dissestata fa pensare che al momento della sua costruzione il profilo del territorio era stabile e agevole. Attualmente la vegetazione arborea è principalmente costituita da varietà minute di quercia e nei pressi delle abitazioni, lungo la strada principale, via San Giorgio, da pini marittimi.

Lungo via San Giorgio si scorge a sinistra, in curva, un tratto di muro, ben tenuto, di origini antichissime e alcune tracce di costruzioni di antico enorme splendore. Credo che Claterna, l'antico insediamento romano, vicino, situato in fondo via San Giorgio, sulla via Emilia, si prolungasse con diverse proprietà importanti lungo il torrente Quaterna che costeggia via San Giorgio. C'è da supporre inoltre che l'area fosse consistentemente abitata sin dall'era paleolitica. 

La particolarità della valle del Quaterna sta nell'enorme risorsa idrica costituita dagli innumerevoli torrenti, una concentrazione unica nella provincia di Bologna, sta nella fertilità del terreno dovuta alle frequenti e consistenti esondazioni dei torrenti stessi.

La fascia di territorio che va dal parco de gessi verso Sud, Settefonti, Parco la Martina, Quinzano e Monte Bibele, quest'ultimo sede di importanti ritrovamenti archeologici pre-etruschi, è ricca di rilievi di origine vulcanica quindi oggetto di scavi minerari sin da un'epoca antica.

In conclusione le nostre visite volte a conseguire una percezione concreta della presenza umana più antica nel versante est della provincia di Bologna sono state ad oggi le seguenti e avvalorano l'idea di una imponente concentrazione di insediamenti in una fasci tra San Lazzaro, Idice e Ozzano.

San Martino in Soverzano  precisamente 44.602532, 11.500221
Marano di Castenaso
Villanova
Maggio di Ozzano - Claterna
Quaterna
Valle d'Idice
Monte Bibele

Ecco la Mappa

Ulteriori approfondimenti

Ulteriori approfondimenti - privato (Come il link sopra)



(*1)

(*2)
 


(*3)


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